venerdì 3 febbraio 2012

Completo l'elenco iscritti al Mondiale 2012

Con l'accordo siglato tra Karthikeyan e la scuderia HRT per l'ultimo abitacolo disponibile, si è completato l'elenco iscritti ufficiale al Campionato Mondiale 2012 di Formula 1.
Come già noto, nulla cambia nei quattro top-team, così come per Sauber e Caterham/Lotus, che hanno confermato i piloti della stagione scorsa. Il ritorno più atteso e quello di Kimi Raikkonen (nella foto), ma anche Grosjean, Hulkenberg e de la Rosa rientrano dopo assenze più o meno brevi dal circus iridato. Restano invece a piedi Alguersuari, Buemi, Barrichello, Sutil, Heidfeld, Petrov, Liuzzi e D'Ambrosio, tra i partecipanti allo scorso campionato.

Red Bull
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1. S. Vettel
2. M. Webber

McLaren
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3. J. Button
4. L. Hamilton

Ferrari
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5. F. Alonso
6. F. Massa

Mercedes
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7. M. Schumacher
8. N. Rosberg

Genii / Renault
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9. K. Raikkonen
10. R. Grosjean

Force India
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11. P. di Resta
12. N. Hulkenberg

Sauber
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14. K. Kobayashi
15. S. Perez

Toro Rosso
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16. D. Ricciardo
17. J. Vergne

Williams
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18. P. Maldonado
19. B. Senna

Caterham / Lotus
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20. H. Kovalainen
21. J. Trulli

Hispania Racing Team
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22. P. de la Rosa
23. N. Karthikeyan

Marussia / Virgin
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24. T. Glock
25. C. Pic

lunedì 30 gennaio 2012

Il calendario completo dei test precampionato

Il Campionato Mondiale 2012 di Formula 1 non comincerà fino a metà marzo, ma la ripresa delle attività in pista è ormai prossima. Martedì 7 febbraio si aprirà infatti la prima sessione di test ufficiali pre-campionato, sul circuito di Jerez in Spagna.
L'attività proseguirà poi nelle settimane successive con altre due sessioni che si terranno sempre in Spagna, località privilegiata per le favorevoli condizioni climatiche che consentono di girare in pista anche in pieno inverno.
Di seguito, trovate il calendario completo dei test pre-campionato 2012. Il circus della Formula 1 tornerà nuovamente in pista, per dei test ufficiali, a campionato già iniziato, sul circuito italiano del Mugello (dal 1 al 3 Maggio).


Calendario Test Ufficiali pre-campionato 2012

07-10 Febbraio 2012
Jerez (Spagna)

21-24 Febbraio 2012
Barcelona (Spagna)

01-04 Marzo 2012
Barcelona (Spagna)

giovedì 12 gennaio 2012

Kubica si è rotto una gamba

Sembra davvero non esserci pace per lo sfortunatissimo Robert Kubica. Stando alle frammentarie notizie riportate dal web, il pilota polacco è scivolato ieri sul ghiaccio formatosi nel giardino di casa, procurandosi una frattura alla gamba destra, già interessata dalle conseguenze del terribile incidente subito nel febbraio 2011.
Ancora non è dato sapere di quanto il nuovo infortunio prolungherà la difficile riabilitazione a cui Kubica si stava sottoponendo ormai da mesi, ma appare probabile che l'atteso ritorno alle competizioni sia ora più lontano.
Nella speranza che i primi comunicati stampa ridimensionino la gravità dell'accaduto, facciamo a Robert un grosso ed affettuoso "in bocca al lupo" e gli ricordiamo che milioni di appassionati in tutto il mondo attendono con ansia il suo ritorno in una Formula 1 che accusa decisamente la sua mancanza.

martedì 6 dicembre 2011

La conclusione della diatriba Lotus non accontenta nessuno

Il 2011 della Formula 1 è stato caratterizzato, tra le altre cose, dalla lunga "querelle" giuridica legata al nome Lotus. Prima di analizzare le conseguenze di questa vicenda, riassumiamo brevemente quanto è accaduto, a beneficio dello spettatore "medio", che non ha avuto modo di essere debitamente informato (soprattutto se si è limitato alle fonti italiane).
Dopo il ritiro dalla Formula 1 del Team Lotus alla fine della tragica stagione 1994, il gruppo industriale "Lotus", per ben 15 anni, si è negato a qualunque iniziativa volta al ritorno dello storico marchio nel circus iridato. La Lotus Cars ha più volte ribadito, in tale periodo, la propria mancanza di interesse per la Formula 1, nonostante diversi soggetti abbiano tentato di coinvolgere l'azienda del compianto Colin Chapman in vari tentativi di "recupero".
Poi, nel 2010, il giovane industriale Malese Tony Fernandes, appassionato di formula 1 e dello storico marchio Lotus, decide di aggirare il problema, acquistando dal suo legittimo proprietario (l'ex campione del mondo James Hunt) il nome "Team Lotus", giuridicamente distinto da quello della fabbrica di automobili. Fernandes recupera in pieno l'autentico spirito del grande Colin Chapman, aprendo una sede tecnica in Inghilterra, e dando vita ad una piccola ma ambiziosa squadra sportiva, in cui recluta personale appassionato e motivato. Per i tanti ammiratori del marchio inglese sparsi per il mondo non c'è alcun dubbio: si tratta del ritorno della Lotus in Formula 1.
Improvvisamente l'azienda Lotus Cars, che per 15 anni si è categoricamente dichiarata "non interessata" alla Formula 1, scopre un repentino interesse per tale campionato e decide di entrarne a far parte come sponsor del Team Renault. Se le motivazioni di questa mossa sono insondabili, la tempistica appare quantomeno discutibile.
Evidentemente non paghi di questa autentica imboscata, i vertici del gruppo industriale inglese hanno poi tentato di sottrarre legalmente a Fernandes il diritto ad utilizzare il nome "Lotus" per il suo team, ma i vari gradi di giudizio hanno invece dato ragione all'imprenditore malese. Nonostante ciò, con una lezione di grande signorilità, Tony Fernandes ha deciso spontaneamente di rinunciare a quel nome che aveva regolarmente acquistato e riportato in auge con passione.
Nel campionato di Formula 1 del 2012, pertanto, il team anglo-malese appare iscritto con il nome di "Caterham" (marchio "cugino" di Lotus fin da 1973, recentemente acquistato proprio da Tony Fernandes), mentre quello che è stato il team Renault ha inserito il suo "main sponsor" Lotus nella denominazione ufficiale (un pò come "Vodafone" per la McLaren o "Marlboro" per la Ferrari).
Ciò che non hanno considerato in casa Lotus (l'azienda) è che nè i soldi nè le battaglie legali possono comprare il favore degli appassionati. Da estimatore Lotus di vecchia data (ebbene sì, fin dai tempi di De Angelis e Mansell) non posso e non voglio riferirmi al team di Enstone con il nome coniato dal mitico Colin Chapman, che non avrebbe mai appoggiato una operazione commerciale meschina come quella messa in atto dagli attuali proprietari della azienda.
Non ho ancora deciso con quale nome menzionare la squadra nera-oro (anche quella della colorazione soffiata al rivale è stata una mossa di evidente bassezza), forse con quello del gruppo lussemburghese Genii Capital che la possiede, ma di sicuro non con lo storico nome britannico. Per quanto mi riguarda, e sono certo che sia così per tutti i fans di lungo corso, l'autentico spirito del Team Lotus, continuerà a sopravvivere nella squadra di Tony Fernades, con qualunque nome risulti iscritta.

martedì 29 novembre 2011

Le pagelle del mondiale 2011

Vettel: 10 - Quest'anno (a differenza di quello scorso) il giovane campione tedesco non ha sbagliato praticamente nulla e si è meritato il voto massimo, così come un titolo iridato sacrosanto. Dicono che a dominare sia stata la sua vettura, la Red Bull, ma guardando ai risultati ed alla classifica appare chiaro che Sebastian ha messo molto di suo in questo dominio. Se oltre al talento saprà mostrare dedizione e perseveranza, non ci sono record che non possa battere.

Button: 9 - Dopo un anno di prevedibile gavetta in McLaren, Jenson è riuscito a sopravanzare il proprio compagno di squadra Hamilton, contro tutti i pronostici. La sua intelligenza strategica e le sue qualità di guida, rivelatesi in special modo sul bagnato, gli hanno permesso di conquistare un secondo posto in classifica che rilancia le sue quotazioni di aspirante al titolo, quando la sua vettura glielo permetterà.

Alguersuari: 7 - Dopo aver subito un pochino la rivalità con il suo compagno di squadra nella prima parte della stagione, ha poi realizzato ottime prestazioni sfruttando a dovere la crescita mostrata dalla sua Toro Rosso, sopravanzando Buemi nella classifica finale. Jaime è giovane ma scalpita e in molti vorrebbero vederlo presto su una monoposto competitiva (ma finchè la Red Bull continuerà a confermare entrambi i piloti...).

Barrichello: 7 - La stagione è stata disastrosa, a causa di una Williams evidentemente sbagliata, ma Rubinho non si è mai arreso ed ha lottato con la grinta che gli conosciamo. All'età di 40 anni, e costretto in una situazione tutt'altro che facile, questo basta ad attribuirgli un voto positivo. Di ritirarsi non ha proprio voglia e, a questo punto, spero proprio che trovi un ingaggio soddisfacente.

Senna: 7 - Il suo debutto a Spa è stato disastroso, con l'incidente alla prima curva, ma Bruno è riuscito a far tesoro dei suoi errori fornendo poi buone prestazioni con una vettura non certo competitiva, e riuscendo anche a mettersi dietro il compagno Petrov in un paio di occasioni. Il 7 in pagella è dovuto soprattutto alla sua bella prestazione in casa, con il nono posto in griglia, vanificato poi da un incidente di cui, secondo me, non aveva colpa.

Kovalainen: 7 - Era nella stessa barca del compagno Trulli, con una Lotus innegabilmente deludente, ma Heikki ha mostrato maggiori segni di "vivacità". Le sue partenze arrembanti lo hanno sempre portato davanti a vetture ben più competitive, dovendo poi cedere il passo, ma non senza lottare. Spero riesca presto a cogliere i frutti del lavoro svolto.

Karthikeyan: 7 - Considerato un pò una "cenerentola" del mondiale, il pilota indiano ha invece mostrato buone qualità di guida, grazie ad una HRT in miglioramento. E' riuscito, in un paio di occasioni, a sopravanzare i più quotati compagni Liuzzi e Ricciardo e tanto basta a fargli meritare un bel voto.

Ricciardo: 7 - Subentrato a Karthikeyan a stagione inoltrata, Daniel è riuscito a battere quasi sempre il compagno Liuzzi, confermando quanto di buono si dice sul suo conto. Predestinato ad un futuro abitacolo in Red Bull, dovrà però mostrarsi all'altezza delle aspettative.

Alonso: 6 - La Ferrari di quest'anno, probabilmente, non permetteva di lottare per il titolo, ma Fernando ha raccolto un solo successo, favorito da un errore nel box della Red Bull. Comunque la si voglia guardare, è troppo poco per un pilota che viene indicato, da più parti, come un "fenomeno". Ecco il motivo di un voto apparentemente severo.

Hamilton: 6 - Il campioncino inglese è ormai alla sua quinta stagione completa in Formula 1 e, per questo motivo, comincia a diventare difficile perdonargli i tanti errori di "inesperienza". Tre vittorie sono comunque un bottino invidiabile per chiunque non disponesse di una Red Bull, e Lewis ha saputo dimostrare quanto sia veloce in diverse occasioni, quindi strappa la sufficienza. Ma è evidente che si debba "applicare di più".

Rosberg: 6 - Il buon Nico rimane, a mio avviso, uno dei talenti più puri della Formula 1, ma deve essersi stancato di dare il 100% con una vettura che non gli permette nemmeno di lottare per il podio. La sensazione è stata quella di un minore impegno da parte del finlandese, rispetto allo scorso anno. Ma come dargli torto, quando piloti meno bravi di lui "scaldano il sedile" su monoposto potenzialmente vincenti?

Heidfeld: 6 - Non doveva nemmeno esserci al via della stagione, ma il drammatico incidente di Kubica gli ha permesso di tornare in pista con una Renault che prometteva grandi cose. Nick si è comportato dignitosamente, finendo il più delle volte davanti al proprio compagno di squadra, mentre le prestazioni della Renault andavano via via peggiorando. Non sappiamo se il team lo abbia ritenuto in parte responsabile del ritardo accumulato nello sviluppo della monoposto, ma il tedesco è stato letteralmente appiedato prima del Gran Premio del Belgio. La sufficienza è d'obbligo, almeno per consolazione.

Di Resta: 6 - Al suo primo anno in Formula 1 Paul non ha certo sfigurato, considerato che la sua Force India non è più la promettente scuderia di due anni fa. Sempre veloce in prova ed in qualifica, si è rivelato anche affidabile in gara, dimostrando di sapersi contenere per portare a casa il risultato (un solo ritiro in tutta la stagione). Aspettiamo di vederlo su una monoposto competitiva.

Buemi: 6 - Come il suo compagno Alguersuari anche Sebastien ha fatto vedere belle cose nel corso della stagione ed il suo voto è inferiore solo perchè ha concluso l'anno in leggero calo. Lo svizzero sembra avere i "numeri" per un sedile competitivo, ma i posti sono sempre pochi e tutti prenotati.

Perez: 6 - Probabilmente la Sauber non era il miglior contesto per mettersi in mostra e Sergio ha svolto egregiamente il proprio compito, al primo anno nella massima formula. Dopo le prime promettenti prestazioni in molti si attendevano una crescita che non c'è stata, e per questo, ritengo la sufficienza il voto più consono.

Maldonado: 6 - La sua Williams era superiore solo ai 3 team di coda e queste non erano certo le condizioni ideali per mettersi in evidenza, ma Pastor ha saputo mostrare prestazioni solide in più di una occasione. Impossibile sbilanciarsi più della sufficienza, vedremo cosa gli riserverà il futuro.

De la Rosa: 6 - Ha disputato una sola gara e non è andato neanche male (dodicesimo in Canada, sotto la pioggia). Gli auguro di trovare un volante e che la sufficienza sia di buon auspicio.

Liuzzi: 6 - Con una HRT in leggero miglioramento Vitantonio è stato in grado di mostrare, occasionalmente, le sue qualità, lottando con le rivali Virgin. Il pilota italiano non ha però brillato particolarmente, anche in confronto ai compagni di squadra, ed il voto vuole essere di incoraggiamento.

Webber: 5 - Ha agguantato il terzo posto finale in classifica proprio nell'ultima gara, in occasione dell'unica vittoria stagionale, ma è troppo poco per concedere a Mark la sufficienza. Il suo compagno di squadra ha raccolto ben 11 successi mentre lui ha rischiato di chiudere l'anno a mani vuote. Probabilmente alla sua squadra va bene così, visti i problemi avuti nel 2010, in cui entrambi i piloti Red Bull aspiravano al titolo.

Schumacher: 5 - Ha avuto una intera stagione per "riacclimatarsi" con il mondo dei Gran Premi, e quest'anno sarebbe stato il momento giusto per tirare fuori quella "stoffa del campione" che gli si è sempre attribuita. Ma, a parte qualche sprazzo di competitività, non ha fatto vedere nulla di più rispetto alla stagione scorsa.

Sutil: 5 - Probabilmente la Force India di quest'anno non era competitiva come sperava, ma Adrian si è ricordato di essere un pilota veloce solo nell'ultimo Gran Premio, motivato forse dal contratto in scadenza. Troppo poco per la sufficienza.

Petrov: 5 - Il podio conquistato nella gara inaugurale aveva illuso i fans del pilota russo ma le prestazioni sono poi naufragate nel corso del campionato. Vero è che la Renault ha probabilmente fallito nello sviluppo della vettura durante l'anno, ma Vitaly ha spesso "perso" il confronto con il compagno di squadra, che fosse Heidfeld o anche Bruno Senna.

Kobayashi: 5 - Dopo le belle cose fatte vedere nello scorso campionato ci si attendeva da Kamui almeno qualche "acuto", nonostante il livello di competitività non eccelso della sua Sauber. L'unico risultato degno di nota è stato il quinto posto finale conquistato a Montecarlo, ed è un pò poco per la sufficienza. Forse Kamui è l'ennesimo pilota demotivato da una Formula 1 che vede i primi otto posti perennemente ipotecati dalle stesse 4 squadre ormai da due anni. Non è certo una situazione che sproni a dare il massimo...

Trulli: 5 - E' stato bersagliato dalla sfortuna che ha minato le sue prestazioni tanto in prova che in gara, ma è parso meno combattivo e più rassegnato del suo compagno di squadra Kovalainen e per questo, a malincuore, gli devo attribuire un voto insufficiente. La Lotus aspirava a ben altri traguardi con il motore Renault, lo stesso della Red Bull campione del mondo, ma le prestazioni sono clamorosamente venute a mancare.

Glock: 5 - Pur riconoscendo quanto fosse difficile emergere con la Virgin in edizione 2011, il pilota tedesco non è sembrato del tutto all'altezza della situazione, ed ha commesso anche diversi errori.

D'Ambrosio: 4 - Impossibilitato a mettersi in mostra con una Virgin superiore alla sola HRT, Jerome è però stato quasi sempre dietro al compagno Glock, e si avvia a lasciare mestamente il "circus".

Massa: 3 - Difficile giustificare la presenza di Felipe nel campionato mondiale, con tanti talenti che ne restano fuori. Non tanto per il rendimento mostrato, conquistando meno della metà dei punti rispetto al suo compagno di squadra, quanto per il suo sconsiderato atteggiamento in pista. Felipe ha causato più di una collisione e molte altre situazioni rischiose, per tacere delle altre scorrettezze non sanzionate. Un pericolo per i suoi colleghi ed un'onta per la Formula 1.

Chandhok: NC - Una sola gara disputata è davvero troppo poco per giudicare il pilota indiano.