
Il primo Gran Premio della stagione
2010 ha visto rispettati i
pronostici della vigilia con le prime otto posizioni occupate dalle 4 scuderie maggiormente accreditate, vale a dire Ferrari, Red Bull, McLaren e Mercedes.
Se a distinguersi in qualifica e in gara è stato il tedesco
Vettel su Red Bull, con la pole position e la leadership conservata per buona parte della gara, a cogliere una
perentoria doppietta sono però state le
Ferrari di Alonso e Massa. Un
guasto allo scarico del motore Reanault ha infatti impedito a Vettel di cogliere una
meritata vittoria.
Nulla da eccepire sul valore delle Ferrari che hanno comunque tenuto il passo del tedesco per poi approfittare della inaspettata defaillance. Le vetture di Maranello sono state
consistenti per tutto il weekend, dimostrandosi le uniche vere rivali della prima Red Bull. Qualcuno potrebbe però domandarsi se tale consistenza non sia stata favorita anche dai
singolari cerchi montati sulle rosse. Le ruote anteriori della F10 presentano infatti dei profili concentrici che potrebbero virtualmente essere considerati come
appendici aerodinamiche, in quanto rimuovibili, ma essendo costruiti nello stesso materiale dei cerchi stessi (alluminio) aggirano la regola che vieta appendici in carbonio per i cerchi ruota. La soluzione meriterebbe un plauso per la sua genialità, se non fosse che ad adottarla è una scuderia
sempre pronta ad accusare gli altri di tentare di
sfruttare le pieghe del regolamento con escamotage del genere.

La
McLaren di Hamilton avrebbe potuto rappresentare un'altra degna contendente per la vittoria in
Bahrain se l'inglese, a seguito di un maldestro tentativo di sorpasso su Massa, non fosse rimasto attardato dietro al più lento
Rosberg su Mercedes fino al suo primo pit stop. Hamilton non ha più potuto colmare tale gap, ma i riscontri cronometrici ottenuti sono incoraggianti.
Le due
Mercedes hanno visto confermato il leggero ritardo prestazionale già ipotizzato nei confronti degli altri tre top team e si sono dovute accontentare di un quinto ed un sesto posto sotto la bandiera a scacchi.
Tra i nuovi team
si salva solo la Lotus con
Kovalainen 15° al traguardo e
Trulli che ha preferito fermarsi al termine della gara per una noia idraulica classificandosi comunque 17°.
Virgin e
Hispania non sono invece riuscite a completare nemmeno metà della distanza prevista.
Chi pensava che il
pressapochismo dei cronisti Rai avesse raggiunto l'apice nella scorsa stagione si è dovuto immediatamente ricredere. Fin dal pre-gara,
Giovannelli e
Mazzoni hanno preferito concentrarsi sul presunto vantaggio che la McLaren avrebbe ricavato da una
soluzione aerodinamica comunque approvata dalla FIA e che, dati alla mano,
non ha prodotto alcun giovamento per il team inglese (nessuna menzione, invece, dei discussi cerchi Ferrari). Si salva il solo
Alesi che, in diretta televisiva, ha gentilmente invitato i colleghi a smetterla di preoccuparsi di queste sciocchezze. Domani pubblicheremo un approfondimento sulla propagandistica condotta dei cronisti Rai, suffragando le nostre obiezioni con i dati ufficiali diffusi dalla FIA sulle velocità registrate in Bahrain.
14 marzo 2010 - GP del Bahrain 1. Alonso, Ferrari 1h39:20.396
2. Massa, Ferrari + 16.099
3. Hamilton, McLaren-Mercedes + 23.182
4. Vettel, Red Bull-Renault + 38.713
5. Rosberg, Mercedes + 40.263
6. Schumacher, Mercedes + 44.180
7. Button, McLaren-Mercedes + 45.260
8. Webber, Red Bull-Renault + 46.308
9. Liuzzi, Force India-Mercedes + 53.089
10. Barrichello, Williams-Cosworth + 1:02.400
11. Kubica, Renault + 1:09.093
12. Sutil, Force India-Mercedes + 1:22.958
13. Alguersuari, Toro Rosso-Ferrari + 1:32.656
14. Hulkenberg, Williams-Cosworth + 1 lap
15. Kovalainen, Lotus-Cosworth + 1 lap
16. Buemi, Toro Rosso-Ferrari + 3 laps
17. Trulli, Lotus-Cosworth + 3 laps